Marco Agostinelli nasce a Panicale (Pg) nel 1961.
Dal 1985 al 2000 realizza un centinaio di documentari sull'arte moderna e contemporanea in tutto il mondo. Nel 1999 la National Gallery di Washington presenta una rassegna a lui dedicata dal titolo L' Arte di filmare l'Arte.
Lo stesso anno riceve da Harald Szeemann e Lucrezia De Domizio Durini una targa d'argento per la regia di Olivestone, in occasione dell'inaugurazione della Piazza Joseph Beuys a Bolognano.
Nel 2000 riceve il premio alla carriera nell'ambito del XVII Festival Internazionale del Cinema di Montreal.
L'anno seguente l'Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia lo insignisce dell'onorificenza di Accademico di Merito.
In questo lungo intervallo di quindici anni i suoi documentari vengono presentati in Italia all'Accademia di Brera, alla Triennale e al Museo della Permanente di Milano; a Forte Belvedere, a Palazzo Vecchio e al Museo Marino Marini di Firenze; al Palazzo delle Esposizioni e a Palazzo Valentini di Roma; al Museo Archeologico di Napoli, alla Biennale di Venezia, al Museo dei Bozzetti di Pietrasanta e al Teatro Stabile di Bolzano.
Mentre all'estero vengono più volte proiettati al Centre Pompidou di Parigi, all'Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, di Chigago, di Montreal e di New York, alla New York University, all'Università di Princeton e all'International Sculpture Center di Chicago. Ma la svolta puramente artistica, seppur in fieri dal 1995, data del primo video arte I Costruttori, avviene tra il 2000 e il 2001, grazie all'incontro con il critico d'arte Roberta Semeraro, che segnerà vita e carriera dell'artista.
Da allora, infatti, Agostinelli, interrompe quasi del tutto la realizzazione di documentari sull'arte contemporanea (anche se tra il 2004 e il 2009 firmerà la regia di varie realizzazioni filmiche, ma quasi esclusivamente su soggetti di archeologia, arte antica e grandi musei) dedicandosi esclusivamente alla ricerca riguardante la propria arte.
Il suo lavoro, che potremmo dire senz'altro unico nel suo genere, lo pone oggi tra i principali artefici dell'arte contemporanea e insieme a Fabrizio Plessi e Studio Azzurro, uno dei maggiori esponenti storici della video arte in Italia.
Nel settembre 2009, il Comune di Roma lo ha insignito dello storico Premio 'Bajocco Ponte Mollo' per le Arti Figurative.
Hanno scritto di lui:
Raffaele Andreassi, Giorgio F. Alberti, Samuel Baghdassarian, Padre Adriano di Bonaventura, Carlo Chenis, Mimmo Coletti, Antonio D'Avossa, Lucrezia De Domizio Durini, Massimo Donà, Alberto Fiz, Luca Scacchi Gracco, Peter Hobart, Gianluca Marziani, Saverio Monno, E. Dimas de Melo Pimenta, Aldo Roda, Barbara Rose, Roberto Sanesi, Jeoff Sanbury, Roberta Semeraro, Pierparide Tedeschi e tanti altri.